| Definizione:
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L'osteoma osteoide è un tumore benigno caratterizzato da un nucleo centrale, cosiddetto nidus, circondato da un ampia zona di tessuto osseo reattivo.
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| Epidemiologia: |
1. Incidenza:
Non sono riportati dati sull'incidenza.
2. Sesso:
M > F
3. Età:
8 - 18
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| Presentazione clinica:
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Il tumore si presenta come una sintomatica ed attiva lesione solitamente Stage 2.
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| Localizzazioni: |
Il tumore è solitamente localizzato all'interno della corticale delle ossa lunghe e predilige le aree attorno al piccolo trocantere, all'omero prossimale o del terzo distale della tibia.
Più rara la localizzazione vertebrale (di solito nell'arco posteriore) ed eccezionale quella nelle ossa piatte.
Distribuzione per età, sesso e sede dell’Osteoma Osteoide
(per gentile concessione del Centro Tumori dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna).
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| Sintomi:
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Il sintomo principale è il dolore: dolore improvviso, ben localizzato e molto forte, senza storia di trauma all'anamnesi. Il dolore si accentua maggiormente la notte e si placa con l'assunzione di FANS, specialmente con l'aspirina e si accentua con l'assunzione di alcool. Questi sintomi sono distintivi e caratteristici di questo tumore benigno.
Nelle localizzazioni alla diafisi delle ossa lunghe è possibile palpare la tumefazione dura e fusiforme prodotta dall'osso reattivo attorno al nidus.
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| Istogenesi e patogenesi: |
L'origine è sconosciuta: si è ipotizzata un'ipotesi infiammatoria o vasomotoria. |
Diagnosi:
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Il quadro radiografico è caratteristico: il nidus appare come un’area osteolitica piccola, rotonda o ovale, intracorticale con intorno una spessa zona di tessuto osseo reattivo che ispessisce la corticale anche a molti centimetri di distanza.
La scintigrafia ossea è sempre indicata e mostra un’intensa ipercaptazione del radionuclide a livello del nidus. Nello staging è necessario anche eseguire la TAC o la RNM.
Osteoma osteoide della diafisi del femore. Si nota il nidus (area osteolitica) e la reazione periostale che lo circonda. La scintigrafia è sempre positiva nella sede del nidus.
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Trattamento:
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Se non trattato l’osteoma osteoide, sebbene in tempi molto lunghi, può anche guarire spontaneamente passando dallo stadio 2 attivo allo stadio 1 latente; in questo caso si assiste ad una progressiva ossificazione del nidus con una diminuzione della reazione periostale circostante.
1. Chirurgia:
Per la pianificazione di un corretto trattamento chirurgico è essenziale l'identificazione del nidus ed il suo accurato curettage, usando anche frese a motore ad alta velocità. Se correttamente asportato il nidus il rischio di recidiva locale è minore del 5%. Se invece il nidus non viene asportato completamente il rischio di recidiva locale è superiore al 30%.
L'escissione in blocco dell'osso reattivo non è necessaria quando vi è la certezza di avere asportato il nidus; può essere invece necessaria quando il chirurgo non è sicuro di avere individuato e asportato il nidus.
Individuazione intraoperatoria del nidus e sua asportazione.
2. Radiofrequenza:
Una tecnica mini-invasiva utile in questo tumore è l'ablazione del nidus con la radiofrequenza. In questo caso è necessario posizionare, sotto controllo TAC, un trasduttore all'interno del nidus e generare del calore tramite un apparecchio ad alta frequenza. Il calore provoca la necrosi del nidus.
Posizionamento del catetere nel nidus sotto controllo TAC e collegamento con il generatore di calore ad alta frequenza.
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Prognosi:
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Se asportato completamente il nidus il rischio di recidiva locale è estremamente basso.
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| Autore |
Dott. F. Gherlinzoni
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