Condroma

Definizione: Il Condroma è una lesione cartilaginea benigna che si localizza all'interno di un osso.
Epidemiologia: 1. Incidenza:
Lesione molto frequente.

2. Sesso:
M = F

3. Età:
Dall'adolescenza all'età adulta matura.
Presentazione clinica: Il Condroma solitario è asintomatico ed è scoperto accidentalmente durante esami radiografici eseguiti per altri motivi. Nelle localizzazioni alle piccole ossa delle mani e dei piedi può causare deformità o ripetute fratture patologiche.
Il Condroma può essere solitario o multiplo: quando è multiplo ed e distribuito simmetricamente nelle estremità si chiama condromatosi multipla o malattia di Ollier. Quando invece è distribuito in modo irrazionale nello scheletro e si associa con angiomi multipli è conosciuto come Sindrome di Maffucci.
Localizzazioni: Il Condroma si localizza a livello del canale midollare delle ossa tubulari. Predilige soprattutto le piccole ossa della mano e del piede e la metadiafisi delle ossa lunghe.

Distribuzione per età, sesso e sede del Condroma

Distribuzione per età, sesso e sede del Condroma
(per gentile concessione del Centro Tumori dell'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna)
Il dato è sottostimato perché considera solo i tumori operati.

Sintomi: Generalmente asintomatico.
Istogenesi e patogenesi: Il Condroma è formato da un nido di cartilagine jalina localizzato all'interno di un osso che non è andato incontro al normale processo di ossificazione encondrale. Il condroma cresce fintanto che il paziente non raggiunge la maturità scheletrica. Poi il condroma tende a guarire spontaneamente ossificandosi lentamente. L'ossificazione inizia progressivamente dalla periferia creando un orsetto di sclerosi attorno alla lesione.
In età giovanile il condroma può apparire come una lesione stadio 2 attivo, poi a crescita terminata diventa stadio 1 latente.
Diagnosi:
Durante la fase di crescita e di sviluppo il condroma appare come un'area osteolitica ovalare a contorno irregolare con spesso alcuni noduli satelliti intorno alla lesione principale; all'interno sono presenti piccole calcificazioni tipiche del tessuto cartilagineo. Si localizzano inizialmente nella metafisi, al centro dell'osso, a stretto contatto con la cartilagine di accrescimento, spostandosi poi verso la diafisi man mano che l'osso cresce. Raramente raggiungono la superficie dell'osso producendo un aspetto" a scodella".

Condroma della metafisi prossimale della tibia

Condroma della metafisi prossimale della tibia

Condroma della metafisi prossimale della tibia.

Il condroma in età adulta può, seppur raramente degenerare e trasformarsi in un condrosarcoma. I segni clinici sono soprattutto dolore profondo e costante comparso senza trauma; radiograficamente il condroma appare aumentato di dimensioni con aree litiche che si sviluppano dove vi era il tessuto maturo e le calcificazioni; la superficializzazione del condroma con la comparsa di ampie aree “a scodella” sulla superficie ossea e la presenza di reazione periostale sono segni di possibile degenerazione.

La scintigrafia ossea è spesso positiva nei condromi dato che riflette l’ossificazione progressiva che lentamente avviene alla periferia della lesione: pertanto anche in età adulta una scintigrafia ossea positiva di per sé non può essere considerata segnale di degenerazione maligna di un condroma.

Condroma di grandi dimensioni della metafisi distale del femore

Condroma di grandi dimensioni della metafisi distale del femore; alla RNM il condroma si superficializza interrompendo la corticale; scintigrafia positiva.

Trattamento:
La diagnosi di condroma è essenzialmente radiografica e la biopsia non è necessaria.

1. Chirurgia:
Un condroma di piccole dimensioni ed asintomatco non deve essere operato,
ma va seguito radiograficamente nel tempo. I condromi localizzati nelle piccole ossa delle mani o dei piedi e che spesso causano dolore, frattura patologiche o deformità possono essere trattati con curettage e borraggio con innesti o sostituti ossei. La percentuale di recidiva nello stadio 2 è di circa il 25-30%, mentre è minima nello stadio 1. La biopsia non è necessaria.
Quando vi è un sospetto di degenerazione maligna è necessario uno stretto controllo evolutivo: la lesione ha crescita lenta e la ripetizione in tempi ravvicinati di TAC o RNM può permettere di apprezzare con certezza la crescita e un cambiamento dell'aspetto radiografico della lesione. In questo caso è opportuno un approccio chirurgico che non contamini o dissemini cellule neoplastiche. Biopsie ripetute o mal eseguite sono sicuramente dannose e provocano sicure recidive locali.

3. Radioterapia
:
Non indicata
Prognosi:
Buona nel condroma solitario sia quoad vitam che quoad valetudinem; nella malattia di Ollier o nella Sindrome di Maffucci la prognosi è buona quoad vitam ma può essere meno buona quoad valetudinem.
   
 Autore Dott. F. Gherlinzoni
Associazione Paola - Per i tumori muscolo - scheletrici Onlus - CF: 94109220304 - Udine
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